• English
  • Deutsch
  • Home page
  • invia ad un amico
  • Login
  • Normale
  • Solo testo
  • Testo con contrasto
Homerus Associazione Onlus
Via Provinciale 84, 25079 Vobarno (Brescia) Lago di Garda - Italy
Tel +39 0365 599656 - Fax +39 0365 599129 - info@homerus.it
P.I. 01944140985

Vela: NEWS : Salone Nautico di Brindisi :

Eccoci di ritorno da Brindisi, dove abbiamo portata alta la bandiera di Homerus e dei non vedenti.

 Il 24 Aprile 2012 ha inizio la decima edizione del Salone Nautico di Brindisi, dove quest'anno è stato invitato a partecipare anche Homerus con i suoi velisti non vedenti.

 Sabina ed io abbiamo rappresentato Homerus, riscontrando fin dal primo giorno, un calore e un entusiasmo davvero straordinario, da parte delle persone che abbiamo incontrato, per qualcosa che nel pensiero comune risulta difficile da credere...che una persona non vedente, possa portare in totale autonomia, un mezzo come la barca a vela.

Noi eravamo proprio lì, per dimostrare questo...che le barriere, in realtà non sono fisiche, ma bensì mentali, e spesso risiedono negli occhi di chi guarda. Partirò ringraziando, prima di tutto Valeria che, con la sua società Wavetrotter, ha reso possibile la nostra partecipazione al salone, presentandoci le autorità locali, organizzandoci interviste televisive e radiofoniche con la stampa, facendo una notevole propaganda al progetto Homerus e ai velisti non vedenti.

E' per questo suo impegno, per questo suo credere in noi, che sento di doverla ringraziare di cuore.

La seconda persona che vorrei ringraziare è la Sabi, che mi ha accompagnato in quest’avventura, e che con la sua parlantina, e i suoi modi, riuscirebbe a vendere un bicchiere di sabbia, nel deserto, a una persona che sta morendo di sete.

Abbiamo aperto le danze partecipando alla conferenza stampa dell'inaugurazione del salone, entrando subito nel caldo dell'evento che, vi assicuro, non era dovuto solo all'accoglienza visto che ci saranno stati almeno una trentina di gradi in quella stanza.

Subito dopo la conferenza abbiamo avuto modo d'incontrare diversi personaggi di spicco, tra cui l'ammiraglio della Lega Navale di Otranto, Franco Di Paola, a cui abbiamo donato un libro autografato da Gaoso, e poi anche Andrea Ritucci, che a sua volta aveva già incontrato Egidio e Berti, che stanno compiendo il giro d'Italia in barca a Vela sulla Dolce Vita, e che vuole assolutamente organizzare, insieme alla lega navale, un prossimo match-race Homerus a Otranto.

La giornata è proseguita con vari incontri con la stampa locale, televisiva e radiofonica, con cui abbiamo parlato ampiamente del progetto Homerus, e di come fanno le persone non vedenti a portare in autonomia una barca a vela. Mi viene da sorridere quando ripenso alle riflessioni del tenente Capone della guardia di finanza e del comandante della motovedetta Perissineo  che, in una discussione fatta durante una visita sulla loro imbarcazione, mi dissero: “...Io sono uomo di mare, ho sempre vissuto in mare e ne ho molto rispetto, ma non riesco a immaginare come sia possibile affrontarlo senza vedere”.

Gli dissi che ci sono molti modi per vedere, e altrettanti modi per affrontare le situazioni che si presentano...alla fine è solo una questione di metodo. Proprio dopo la visita alla guardia di finanza, ho avuto una delle più belle e gratificanti esperienze, che ho fatto durante il salone.

E' venuta a trovarci una delegazione dell'Unione Ciechi di Lecce, che voleva toccare con mano la possibilità di governare una barca a vela in totale autonomia.

La delegazione era formata da 8 persone, di cui 6 non vedenti e due accompagnatori.

Erano tutti molto entusiasti di provare un'esperienza del genere, a cui tutti, nessun escluso, si è sottratto.

Allora...tutti a bordo!

La nostra imbarcazione era un Trident...e già...proprio un Trident per 7 persone!

...potete immaginare che avventura sia stato starci tutti li a bordo.

Fabio (lo skipper) mi passa subito il timone, e voilà!

Mi ritrovo nel vento con 6 coraggiosi e intrepidi velisti (futuri velisti) che si sono subito misurati con 8/10 nodi di vento e mare piatto.

Dopo qualche minuto di navigazione, passo il timone a Vincenzo, uno dei più entusiasti dei ragazzi, (che viene subito denominato dalla Sabi “Pelosone” per la sua somiglianza con il nostro caro Diego), che di certo non se lo è fatto dire due volte, afferrando subito il timone, e io mi ritrovo all'istante nei panni dell'istruttore.

A questo punto mi vengono in mente tutti i messaggi di Zinato...3 anni di duro lavoro, ed eccoli, finalmente i primi istruttori non vedenti al mondo...

Ma vuoi vedere che aveva ragione?

Mi sono ritrovato a dare spiegazioni e fare correzioni  nelle varie manovre che abbiamo fatto e, uno dopo l'altro, hanno voluto provarci tutti.

Fabio, lo skipper, si è rassegnato mettendosi da parte, e lasciandoci il totale governo dell'imbarcazione.

Per diverso tempo c'eravamo solo noi, il vento e il mare, ma poi a un certo punto, dalla prua che era rimasta in silenzio fino a quel momento, si leva una voce che dice:”Per la Grecia mancano poche ore...”

Forse ci eravamo allontanati un po’ troppo?

Con un p0’ di dispiacere iniziamo il rientro alla base.

Una volta a terra l'entusiasmo dei ragazzi era ancora palpabile, come lo era quello delle persone che ci hanno osservati andare a vela con così tanta disinvoltura, fino a far scendere qualche lacrimuccia da qualcuno che ci guardava con meraviglia.

Ho strappato, senza tanta fatica, ai ragazzi la promessa che avrebbero proseguito, facendo presto un corso Homerus.

L'unica osservazione che mi hanno riferito questi futuri velisti era la seguente:”Se noi ora facciamo il corso di vela con voi, dopo come faremo a continuare la nostra esperienza qui?”

 Ho risposto che dipendeva solo da loro, dal desiderio di proseguire in quest'avventura.

Noi possiamo dare il supporto, possiamo creare una base, ma poi dipende dalla volontà del singolo individuo di proseguire.

A tal proposito mi è stato riferito dalla guardia di finanza che, in diversi porti d'Italia tra cui Otranto, ci sono diverse imbarcazioni, che vengono sequestrate e vengono tenute per 6 mesi in custodia.

Successivamente, queste imbarcazioni, trascorso i 6 mesi, possono essere assegnate  a titolo gratuito, alle Onlus che ne fanno richiesta.

Sono venuto a sapere che la sola Otranto  ha a disposizione una decina di queste barche a vela di diverse dimensioni, tra i 9 e i 16 metri, che però sono lì a mollo senza che nessuno le reclami.

Come Otranto, credo ce ne siano diverse di queste possibilità, e trovo che sia un peccato non approfittarne, soprattutto visto che sono assolutamente gratis!

L'unico obbligo che avrebbero le Onlus è quello della manutenzione e del mantenimento.

Alla fine di questa giornata siamo usciti con un imbarcazione che si chiama Paper8, e che io ho ribattezzato Ikea, visto che è la prima imbarcazione, che mi è capitato di vedere, assolutamente componibile.

Ha le sembianze di un Dinghi Australiano, ma senza Joystick, ma con il timone a barra.

Ha randa e fiocco e si compone con una serie d'incastri, proprio come un mobile Ikea.

La sua lunghezza è di 3.05 metri e a un peso di soli 52 kg, praticamente si mette in valigia!

Siamo usciti insieme a Francesca di 14 anni, la figlia del costruttore, ed era la prima volta che lei usciva in barca con una persona non vedente.

Il giorno successivo, il padre ci viene incontro per ringraziarci della bellissima esperienza che abbiamo trasmesso alla figlia, che non finiva di ringraziarci per essere stati insieme quel pomeriggio.

Nei giorni successivi io e la Sabi, ci siamo prodigati a dare informazioni sulle attività dell'associazione, sulle varie possibilità che questo dava alle persone prive della vista, e abbiamo cercato di diffondere, anche nei giovani che erano lì, la visione che l'handicap non può e non deve limitare la vita, ma che anzi, la può arricchire.

Homerus ha dimostrato in questi 16 anni di attività, che il portare la barca a vela in autonomia è possibile anche senza l'uso della vista, usando semplicemente tutto il corpo per percepire ciò che la vista non può trasmetterci.

Infatti, quello che risponderei, se mi dovesse venire posta la domanda: ”Quale differenza c'è tra un velista vedente e uno non vedente?”

 Io gli risponderei che il velista vedente usa gli occhi per navigare, mentre il non vedente usa tutto il corpo per farlo.

Ebbene, questo ci ha insegnato Homerus in questi anni...per governare la barca a vela, basta vedere col corpo.

Poi non abbiamo bisogno d'altro, se non della sola volontà, e a volte, di un pizzico di follia, che non guasta.

Antony

Tebaide Web Agency