5° Congresso scentifico Grazie alle vele colorate: marrone antico in alto e bianco in basso e riportanti il logo Homerus, i ciechi sono riconoscibili su di una barca a vela, analogamente a quanto accade quando li si vede con il bastone bianco per strada...
Homerus è invitato al Paralimpico a Sydney
I ciechi possono navigare a vela.
I ciechi possono navigare a vela in maniera autonoma!
L'enunciazione del Progetto Homerus con il sottotitolo " La vela autonoma per non vedenti" è già di per sé:
qualche cosa di fantastico, perchè colpisce la nostra immaginazione;
qualche cosa che, a prima vista, sembra folle perchè non riusciamo a vederne i confini;
qualche cosa che ci commuove, perchè ne intuiamo subito lo spirito umanitario.
In che cosa consiste il progetto:
Grazie alle vele colorate: marrone antico in alto e bianco in basso e riportanti il logo Homerus, i ciechi sono riconoscibili su di una barca a vela, analogamente a quanto accade quando li si vede con il bastone bianco per strada.
Come è noto le imbarcazioni a vela hanno la precedenza su tutte le altre, salvo eccezioni, come nei canali e nei porti e pertanto, laddove le imbarcazioni a vela non hanno la precedenza, queste sono acque proibite per i ciechi, i quali dovranno qui essere accompagnati da un vedente. In futuro, quindi, (quando il legislatore lo avrà sancito), anche velisti normodotati dovranno cedere il passo ai velisti non vedenti, indipendentemente dalle loro mura.
Gli incroci tra non vedenti sono regolati da uno strumento acustico posto a prua della imbarcazione, in prossimità delle luci di via, che emette, con frequenza fissa, dei suoni: di sirena, se la imbarcazione procede con le mura a dritta; e di clacson, se procede con le mura a sinistra.
Si può quindi riassumere, dicendo che le luci rosse e verdi sono "viste" dai ciechi, grazie ai loro suoni. Per la navigazione verrà usato ATNA, lo strumento di navigazione satellitare parlante che, oltre ai dati del GPS ed altre importanti funzioni, avverte automaticamente anche della presenza degli ostacoli fissi (isole, scogli, basso fondale, coste ecc.), e ne dà la distanza e la direzione di rilevamento
Per la segnalazione degli ostacoli mobili trovasi a prua di ogni imbarcazione uno strumento a raggi laser, che distingue il lato su cui si trova l'ostacolo e la cui frequenza di segnalazione è inversamente proporzionale alla distanza dell'ostacolo fino a diventare un segnale continuo.
Come si è sviluppato il progetto:
Alessandro Gaoso conclusa la sua carriera sportiva come campione italiano e mondiale di vela ha ideato alla fine del 1995 questo progetto, realizzandolo nel 1996 con la fondazione di un'associazione no profit.
In Italia abbiamo già 6 basi nautiche, disputiamo regate e campionati nazionali e internazionali e stiamo aiutando a fondare scuole in ogni stato estero.
I ragazzi ciechi istruiti sono già oltre 77, ma sono 77 su 77 il che significa che il progetto è alla portata di tutti coloro che, motivati, vengano da noi.
Ma chi sono questi 77?
Sono solo coloro che non hanno avuto genitori troppo protettivi, nè hanno atteso troppo assistenzialismo dalla società ed hanno pertanto imparato a superare gli ostacoli che incontrano nella vita quotidiana, si sentono sicuri di sè e vogliono affrontare nuove esperienze.
Quali sono le conseguenze umane e psicologiche del progetto:
E quando io li vedo chiedo loro:
"Ma cosa volete da noi?
Siete già vincitori e non vi accontentate, volete diventare campioni .... magari anche eroi? Va bene, vi faremo diventare eroici campioni, ma sui metodi che noi useremo non vi faremo sconti, perchè se vi troverete in un fortunale non vi saranno fatti sconti per la cecità. E iniziamo a insegnare loro a navigare a vela.
E dopo pochi giorni ci accorgiamo che loro insegnano a noi a vivere. Ci guadagnamo ancora noi!!
Pertanto noi dobbiamo dare loro di più e non solo l'insegnamento della navigazione a vela ed Homerus li eleva e li esalta ad eroi.
Sono loro che vincono;
sono loro che testimoniano al mondo una nuova realtà;
sono loro che abbattono queste colonne d'Ercole;
sono loro che fanno fare un passo avanti all'umanità;
sono loro che paradossalmente ci fanno vedere meglio.
E se noi rendiamo i ragazzi coscienti di ciò, abbiamo dato loro un trampolino di lancio. Noi li consideriamo alla pari e se loro vogliono affrontare questa prova, con tutti i rischi che essa comporta, noi stiamo al gioco.
Alla base del nostro agire pertanto c'è la scuola. La scuola è indispensabile perchè insegna come comportarsi in qualsiasi situazione, perchè ammonisce circa la potenza della natura, che non può mai essere vinta dall'uomo, ma deve essere sempre assecondata.
Come si svolge l'insegnamento:
Coloro che ascoltano la spiegazione del progetto Homerus cadono spesso in errore, pensando che i ciechi possano essere autonomi a vela solo se dispongono di una imbarcazione attrezzata in modo speciale e dotata di strumenti vari e sofisticati. Non serve una barca apposita, ma solo due strumenti portatili:
- uno che avverte della presenza della imbarcazione governata da un cieco e che emette suoni intermittenti.
- L'altro per la navigazione di altura chiamato ATNA
I corsi di insegnamento della scuola Homerus sono tre:
I° CORSO PROPEDEUTICO
Innanzitutto è necessario che il cieco "veda" tutta l'imbarcazione e tutte le attrezzature e l'aula scolastica è accessoriata di ogni cosa e si deve poter distendere anche le vele in modo che le si possa toccare. Dopo aver conosciuto ed imparato ad usare le attrezzature in aula, si ripete la lezione sulla barca ormeggiata in porto e, subito dopo, si salpa per mettere in pratica, sottosforzo, quanto provato in assenza di vento. L'orientamento di questo primo corso è "il vento". In questa fase l'istruttore non deve più usare le mani per aiutare, ma limitarsi a dare comandi e informazioni verbali. Le informazioni saranno rivolte soprattutto a spiegare tutto ciò che i nostri sensi percepiscono. Poiché ad ogni percezione corrisponde una manovra da effettuare, il navigare servirà a ripetere sensazioni e manovre finché tutto ciò diventi una reazione automatica e successivamente istintiva. Nei giorni seguenti l'istruttore dovrà ridurre anche le informazioni verbali fino a tacere. Questo è il primo corso, ma è anche il più importante.
II° Corso Regate di MATCH - RACE
Quando si posiziona un campo di regata ci si orienta con il vento. Immaginiamo una regata notturna tra vedenti con le boe luminose, ma sufficientemente distanti per non vedere alla partenza la boa di bolina. Questa boa la troviamo, comunque, bolinando. Per i ciechi trasformiamo semplicemente le boe luminose in boe acustiche ed il gioco è fatto. Sul campo di regata ostacoli non ce ne sono e quindi non necessitiamo di ATNA e, per gli incroci, abbiamo già parlato dei suoni di via che si trovano su ogni imbarcazione.
III ° corso : ALTURA
Se ora, anziché prendere come orientamento il vento, prendiamo un punto geografico, chiederemo ad ATNA, (lo strumento di navigazione parlante) tutte le informazioni nautiche necessarie e dirigeremo, orientando opportunamente le vele, verso il punto geografico che vogliamo raggiungere. E' chiaro che è molto più facile del primo corso, ma richiede lo studio delle carte nautiche e del carteggio e, soprattutto, necessita di ATNA, che disporremo tra qualche mese.
Ammiriamo ciò di cui é capace lo sport:
Nell'inventare questo progetto noi pensavamo che il risultato che avremmo ottenuto sarebbe stato quello, pure meraviglioso, di vedere dei ciechi che navigavano in assoluta autonomia. Ma mentre il programma di insegnamento procedeva ci siamo accorti che si andava ben oltre l'insegnamento della vela, perchè i nostri ragazzi acquistavano sicurezza, padronanza di sè, coraggio, intraprendenza, indipendenza, autosufficienza ... stavamo formando atleti compiuti
La vita di ogni individuo è un episodio unico ed irripetibile e la sua qualità deve essere perseguita e migliorata con ogni mezzo. E Homerus, in questo contesto, si è assunta una parte di questo compito.
Si è autonomi quando si governa l'imbarcazione da soli.
I ciechi sono sempre accompagnati da una guida quando praticano un qualsiasi sport, come lo sci, il tandem, la corsa, le immersioni, ecc. Ed ecco che arriva Homerus che dice loro: "In barca a vela puoi andare da solo" E la gioia, l'entusiasmo, l'orgoglio e le motivazioni crescono e li obbligano a superare l'assistenzialismo, le paure, gli errori, le debolezze.
Devono superare se stessi!
E questo è veramente lo scopo principale di ogni sport!
Homerus si trova in una posizione privilegiata poichè è possibile praticare questo sport da soli e quindi può spingere oltre il limite della vela la sua azione di formazione, dicendo ai ciechi: "Io ti insegno a navigare, ma non a camminare. Pertanto, al mattino, ti aspetto al porto". E durante il corso avviene la metamorfosi: anche coloro che all'inizio erano accompagnati arrivano poi al porto da soli.
Anche se oggi pomeriggio nella baia di Sydney voi vedrete cose egregie, voglio ricordarVi che il grado di preparazione assoluto raggiunto non ha importanza perchè, pur essendo la scuola indispensabile (è la palestra dove si allena l'intelligenza), è il mare che forma il marinaio e sarà più bravo chi più si allenerà ed agli atleti di Homerus questo viene sempre ricordato.
Il condensato dello sport è riassumibile nel detto latino: "Mens sana in corpore sano"
Sono necessari entrambi: la mente ed il corpo.
Se una attività sviluppa la mente e non il corpo non è uno sport; se sviluppa solo il corpo e non la mente, non è uno sport.
Servono entrambe le componenti che lavorino in armonia e che aiutino il giovane a diventare uomo. Se così è, allora Homerus è la quinta essenza dello sport e merita di essere inserito nelle discipline olimpiche.